Foundue pret a manger

Con questa ricetta partecipo all’edizione 2013 di Swiss Cheese Parade” organizzato da Formaggi dalla Svizzera in collaborazione con il blog Peperoni e Patate. Dietro questo blog c’è la prima foodblogger che ho avuto l’onore di conoscere personalmente lo scorso anno alla FGD di Milano. Allora c’era solo l’idea di fare un blog e i consigli e l’incoraggiamento di Tery sono stati molto importanti. Per questo motivo, anche se sono appena all’inizio ho deciso di partecipare lo stesso, un po’ per mettermi alla prova, ma soprattutto per divertirmi e conoscere altre persone appassionate di cucina come me, e più di me! Se volete potete andare a curiosare qui per vedere cosa hanno creato per questo contest, l’acquolina in bocca è garantita!
Il tema del contest è lo street food, cibo pratico, da mangiare con le mani mentre si sta per strada magari camminando.
La parte che più mi ha affascinato è stato riuscire a trasformare in street quello che di solito non lo è.
Pensando ai formaggi svizzeri la prima cosa che mi è venuta in mente è stata la fonduta, per renderla “da viaggio” dovevo liberarla dalla necessità di una fonte costante di calore e quindi ho aggiunto al formaggio della crema di latte per mantenerla fluida anche mentre si raffredda un po’. Le verdure e le patate da affondare nella fonduta diventano a forma di stick e al posto del pane tostato bastoncini di frolla salata. Ecco la vostra Fondue prêt-à-manger che sfilerà con voi nelle strade della città!

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LA RICETTA

Ingredienti:

Per gli stick:

Per la Fondue:

  • 200 gr di Grouyère
  • 100 ml di crema di latte
  • 1 cucchiaio di Grand Marnier

Tempi:

  • Preparazione: 45′
  • Cottura: max 20′ per gli stick, 1′ cialda, 10′ fonduta

Procedimento

Pulite le verdure e le patate, tagliate a listarelle dello spessore di 1/2 cm abbondante, lessatele separatamente (patate 20′, zucca 10′, carote 10′, zucchine 5′).
Stendete poi la pastafrolla (per la preparazione guardate qui) e formate dei biscotti a forma di stick sempre  dello spessore di 1/2 cm circa. Infornate quindi a 180° C per 20 minuti.
A cottura ultimata, grattugiate lo sbrintz e, versandolo in una padella antiaderente calda, formate delle cialde. Fate in modo che siano di diametro uguale alla lunghezza degli stick. Arrotolate le cialde negli stick di verdura, patate e frolla. Lavorate direttamente nel pentolino aiutandovi con delle pinze e fate attenzione a non scottarvi!
Per la fonduta grattugiate il grouvyere e fatelo sciogliere a fuoco lento insieme alla panna. L’utilizzo della panna ci permetterà di avere una fonduta più liquida anche senza il calore costante della fiamma, altrimenti non sarebbe molto pratica da portare in giro! Aggiungete per ultimo il grand marnier, mescolate per un altro minuto e versate nel bicchiere da viaggio.
Et voilà: ora potete intingere i vostri stick camminando per la città in puro stile prêt-à-manger!

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Foundue pret a manger

La Frolla Sbagliata (versione salata ed integrale)

Per definizione la pasta frolla è un’impasto a base di burro farina e liquidi (generalmente uova) privo di struttura, non alveolato e soprattutto, regola fondamentale, NON LIEVITATO!!!
Eppure di nascosto molti aggiungono una puntina di quella polvere magica, ma non lo ammetteranno mai e fino a poco tempo fa anch’io mi nascondevo e negavo anche sotto tortura la mia colpa.
Ma è giunta l’ora di venire allo scoperto…dopo il Negroni Sbagliato, Il Cornetto Sbagliato perchè non sdoganare anche la Frolla Sbagliata?
Ecco la mia ricetta nella versione salata ed integrale.

LA RICETTA

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Ingredienti:

  • 100 gr di farina “00”
  • 100 gr di farina integrale
  • 100 gr di burro
  • 1 uovo
  • 1 cucchiaino di lievito istantaneo
  • 1/2 cucchiaino di sale

Tempi:

  • Preparazione: 10′
  • Riposo: 30′
  • Cottura: 20/25′ a 180°C

Procedimento:
Versate la farina su una spianatoia o in una ciotola (io la preferisco perché si sporca meno la cucina!), aggiungete il burro tagliato a pezzetti, che dovrà essere freddo di frigorifero, e il resto degli ingredienti. Impastate con la punta delle dita fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo. Inizialmente vi sembrerà che l’impasto si sbricioli: è normale, proprio da questa caratteristica mancanza di struttura che deriva il nome frolla. Fondamentale è non lavorare a lungo gli ingredienti per evitare che il burro si sciolga troppo. Formate con l’impasto un panetto che avvolgerete in una pellicola trasparente o in un canovaccio e lasciate riposare in frigo per almeno mezz’ora. In questo modo permetterete al burro, ammorbidito durante la preparazione, di risolidificarsi.
Potete usare questa frolla come base per crostate salate o per fare dei semplici biscotti da accompagnare a taglieri di formaggi ed affettati.
Il tempo di cottura  è di circa 20/25′ a 180°C e dipende dallo spessore con cui la stendete e dal tipo di ricetta.

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La Frolla Sbagliata (versione salata ed integrale)

LINGUINE UBRIACHE

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Il vino c’è, è di quelli importanti, corposi e soprattutto viene dalla mia Umbria. Osservando questo vino rosso mi torna in mente una ricetta veloce veloce, ma di gran successo che mi hanno raccontato poche settimane fa e che mi ero ripromessa di provare a fare: Linguine al vino rosso.

Ecco la ricetta, breve breve così come il tempo che richiede.

Grazie Elenia per la splendida idea.

LA RICETTA

Ingredienti per 2 persone:

  • 160 gr di pasta lunga tipo Linguine
  • 2 bicchieri di vino rosso Rosso di Montefalco
  • 1 scalogno
  • 2 cucchiaini di fecola di patate
  • 1/2 stecca di cannella
  • 1/2 cucchiaino di noce moscata in polvere

Tempi:

  • Preparazione e cottura: 10′ (preparo il condimento mentre cuoce la pasta)

Procedimento:

Mentre cuocete la pasta tritate lo scalogno e fatelo soffriggere in una padella. Aggiungete poco alla volta il vino, la cannella, la fecola di patate sciolta in una tazzina di acqua ed infine spolverate la noce moscata. Scolate la pasta un  minuto prima del tempo di cottura indicato nella confezione e saltatela nella padella giusto il tempo di far ubriacare le vostre linguine! Impiattate, fate un bel brindisi con il vino che vi rimane e… buon appetito!!!

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LINGUINE UBRIACHE

Risalendo la costa dalmata: le vestigia dell’antica città di Salona.

I resti di Salona sono disseminati in una vasta area alla periferia di Spalato. Scarsamente pubblicizzate e non segnalate chiaramente, le rovine sorgono all’interno di quella che oggi è una ampia zona industriale, ciononostante il complesso è assolutamente sorprendente e vale sicuramente una deviazione ed una visita.

Vestigia romane a Salona
Vestigia romane a Salona

La civiltà Romana ha lasciato tracce sorprendenti un po’ in tutta Europa (e anche altrove). Penso al teatro romano di Arles, al vallo di Adriano nel Regno Unito o all’acquedotto di Segovia in Spagna… Eppure ci sono delle nazioni in cui tali resti raramente vengono sfruttati dal turismo e valorizzati. La Croazia sembra essere proprio una di queste nazioni e infatti Salona, che sotto l’Impero romano fu la capitale della regione della Dalmazia, dando anche i natali all’imperatore Diocleziano, versa oggi in uno stato di quasi abbandono, costretta tra grossi impianti industriali ed un’area che ha ben poco di pittoresco e gradevole. La situazione ci ricorda molto quella dell’antica città di Gortyna, che abbiamo visitato a Creta: una città immensa nascosta fra olivi e campi dove oggi pascolano capre e non orde di turisti come ci si potrebbe aspettare.

Per visitare le rovine di Salona considerate almeno un paio d’ore e salvatevi la posizione del parcheggio, altrimenti non segnalato. Nella vostra visita avrete modo di osservare i resti del foro, delle terme, dell’anfiteatro e di vari altri edifici pubblici…. insomma una Signora città che ai tempi dell’imperatore contava oltre 60.000 abitanti, che ebbe sempre notevole vigore per gli scambi commerciali (fra il Sud ed il Nord dell’Adriatico e fra il mare e l’interno) e che fu intermediaria alla diffusione della cultura fra il mondo ellenistico e il mondo occidentale.

Tusculum
Tusculum

La struttura che sicuramente più di tutte cattura l’attenzione del visitatore è quella del Tusculum, edificio costruito nel 1898 dall’archeologo Frane Bulic come base per lavorare sul sito. Si tratta infatti di una curiosa abitazione costruita con rovine e bassorilievi rinvenuti sul luogo degli scavi: circondata da un giardino invaso da rose e rampicanti ospita un piccolo museo, vi si paga il biglietto di accesso al sito (10 kune) ed è l’unico posto dove sia possibile recuperare una cartina dell’antica città (non ne troverete neanche online). Visitare tutto è praticamente impossibile, ma non si può lasciare Salona senza aver dato almeno uno sguardo al grande anfiteatro del II secolo che occupa la parte orientale del sito.

Anfiteatro Romano di Salona

Lasciamo Salona con un po’ di amaro in bocca per la situazione in cui attualmente versano i resti di questa grande città, ma comunque soddisfatti per la deviazione e le foto scattate. Se passate da questo angolo d’Adriatico, mettetela nella lista delle mete: ne vale comunque la pena.

Bassorilievi e marmi nel sito di Salona.
Bassorilievi e marmi nel sito di Salona.

Scoprite dove abbiamo deciso di alloggiare e le altre attrazioni della zona.

Venivamo dalla Riviera di Makarska. Vuoi saperne di più?

Risalendo la costa dalmata: le vestigia dell’antica città di Salona.

Risalendo la costa dalmata: Spalato ed il Palazzo di Diocleziano.

Spalato è uno dei principali centri economici e culturali di tutta la Croazia ed Il Palazzo di Diocleziano è il nucleo più antico della città.

Il Palazzo di Diocleziano visto dal lungomare sotto il Monte Marjan.
Il Palazzo di Diocleziano visto dal lungomare sotto il Monte Marjan.

Raggiungiamo il Palazzo dal mare, parcheggiando in Šetalište Ivana Meštrovića, un’isola felice non a pagamento (Spalato infatti è una vera e propria città, con brutture di cemento, traffico e strisce blu). Si tratta della messa in pratica di un prezioso consiglio ricevuto dai nostri padroni di casa che ci permette inoltre di fare una piacevole passeggiata lungo Obala kneza Branimira, il lungomare appena rinnovato che si estende sotto il Monte Marjan con modernissimi caffè e ristoranti e decine e decine di barche a vela e lussuosissimi yacht.

Le case del pittoresco quartiere di Veli Varoš.
Le case del pittoresco quartiere di Veli Varoš.

Prima di incontrare il Palazzo attraversiamo alcune pittoresche stradine del quartiere di Veli Varoš che sembra abbarbicarsi su per il Monte Marjan in un intricato labirinto di erti vicoli. Raggiungiamo il Palazzo senza avere bene in mente quello che avremmo trovato.

Di notte le architetture del Palazzo diventano ancora più suggestive grazie ad un'illuminazione decisamente ben organizzata.
Di notte le architetture del Palazzo diventano ancora più suggestive grazie ad un’illuminazione decisamente ben organizzata.

La storia del Palazzo è infatti particolarissima: il complesso è un immenso quadrilatero rimodellato da oltre 17 secoli di storia. Venne costruito tra il 293 ed il 305 d.C. come dimora fortificata dell’imperatore Diocleziano nei pressi della ricca città romana di Solin, Salona. Nei secoli successivi, gli abitanti di quest’ultima, per sfuggire alle incursioni degli Avari e degli Slavi, si rifugiarono fra le sue mura: gli appartamenti imperiali vennero trasformati in abitazioni, i templi ed il mausoleo in chiese. I secoli successivi vedono il susseguirsi delle dominazioni di Costantinopoli, dei re ungaro-croati ed infine quella veneziana ed il risultato è una suggestiva stratificazione di testimonianze storiche e culturali. L’impressione che ne abbiamo è quasi quella di essere di fronte ad un’opera d’arte surrealista con capitelli romani, colonne ed antichi marmi che la storia ha ricomposto nel tempo a formare nuove soluzioni architettoniche: terrazzi, scalinate, sedute. Entriamo nel Palazzo da uno degli stretti vicoli che partono dalla Riva e subito siamo avvolti da un’atmosfera fuori da ogni tempo. Per gli stretti vicoli incrociamo nugoli di studenti e turisti con la palpabile unica missione di perdersi tra le fresche strade costruite interamente con la bianca pietra di Brac. Distinguiamo con chiarezza il cardo maximus (l’asse nord-sud) ed il decumanus (l’asse est-ovest) che si incrociano all’altezza del Peristilio, centro nevralgico della città palatina cinto su tre lati da un colonnato ad archi. In epoca romana questo era lo spazio dedicato al culto dell’imperatore divinizzato, oggi ospita un elegante caffè, l’accesso ai sotterranei e la maggior parte delle manifestazioni che vengono organizzate ogni giorno per turisti e cittadini. Oltre al Peristilio sono numerosissime le attrazioni da visitare: i Podrumi (le sale sotterranee del palazzo anticamente usate come magazzini), la Cattedrale di San Doimo (costruita inglobando il mausoleo di Diocleziano), il battistero di San Giovanni (costruito sul tempio di Giove), il palazzo di Papalic (sede del museo civico) e la celebre Porta Aurea, la più decorata di tutto il palazzo, aperta sulla strada diretta a Salona. Ma il Palazzo non è solo fatto di monumenti da visitare ed edifici da fotografare. Le sue stradine nascondono un’infinità di eleganti ristoranti, boutique con prodotti artigianali e numerosissimi cocktail bar. Per questi ultimi le zone di riferimento sono sicuramente quelle di via Majstora Jurja, nel Nord del Palazzo, ed il vicolo Buviniva, a Sud Est, con i suoi piccoli localini che invadono il lastricato bianco con pouf e tavolini bassi: qui l’atmosfera è veramente fantastica ed i prezzi comunque sempre più che abbordabili. Godersi le ultime ore di luce in questi angoli animati è un’esperienza unica.

Peristilio

Abbandoniamo il Palazzo che ormai è notte inoltrata e decidiamo di fermarci per cena in un piccolo ristorantino che abbiamo notato scendendo una delle stradine del quartiere medioevale di  Veli Varoš, il Fife: rustico e informale ci ha stupito per le porzioni spropositatamente abbondanti ed il conto a fine serata decisamente molto basso (non sarà il miglior ristorante in città ma alla fine non riteniamo di aver mangiato male ed il personale è stato molto cortese ed accogliente – caratteristica non proprio diffusa in Croazia…).

Subito fuori dalle mura, incredibile è la tranquillità di alcune strade che distano solo poche decine di metri dal Palazzo brulicante di vita e turisti.
Subito fuori dalle mura, incredibile è la tranquillità di alcune strade che distano solo poche decine di metri dal Palazzo brulicante di vita e turisti.

Scoprite dove abbiamo deciso di alloggiare e le altre attrazioni della zona.

Venivamo dalla Riviera di Makarska. Vuoi saperne di più?

Risalendo la costa dalmata: Spalato ed il Palazzo di Diocleziano.

Risalendo la costa dalmata: alla scoperta di Salona, Traù e Spalato.

Seconda città croata per estensione, Spalato sorge su di una penisola densamente abitata a Nord di Makarska. Nelle sue vicinanze vi sono i resti dell’antica città romana di Salona ed il venezianissimo borgo medioevale di Traù. 

Split

Lasciando Makarska e proseguendo verso Nord lungo la Magistrala costeggerete molte delle più rinomate località della Riviera come Brela e Baska Voda. Il panorama rimane sorprendente e l’acqua estremamente limpida fino al piccolo e suggestivo Porto di Omiš, ex rifugio di pirati che sorge alla foce del fiume Cetina. A Nord di Omiš l’ambiente si fa sempre più urbanizzato di kilometro in kilometro e il mare sempre più… “Adriatico”. Con questo non vogliamo scoraggiarvi: incontrerete lidi insigniti della bandiera blu anche nei pressi di Spalato, ma dovrete scordarvi le trasparenze di Makarska e del Sud.

Non ci preoccupiamo perché l’obbiettivo di questa nostra ultima tappa è la visita a tre località che rendono tangibile quanto anche quest’angolo di Adriatico sia segnato da secoli e secoli di storia (peraltro legata a stretto filo con la nostra).

Le rovine dell'antica città di Salona sono sorprendenti: per dimensioni, stato di conservazione e... degrado circostante.
Le rovine dell’antica città di Salona sono sorprendenti: per dimensioni, stato di conservazione e… degrado circostante.

Decidiamo di soggiornare alla periferia meridionale di Spalato per restare vicini alle spiagge e concederci almeno un paio d’ore di relax, ma anche per non avere problemi con l’auto: parte del centro della città ed il Palazzo sono chiusi al traffico ed i parcheggi sono a pagamento quasi ovunque. Se non siete auto o moto-muniti sicuramente l’opzione migliore è invece quella di optare per uno dei numerosi alberghi o sobe che troverete in città, magari in prossimità del Palazzo o del pittoresco quartiere di Veli Varoš. Vi lascio alla consueta Wishlist per tentarvi un po’, ma non perdetevi:

  • il Palazzo di Diocleziano e Spalato
  • l’antica città di Salona
  • il borgo di Traù

 

Venivamo dalla Riviera di Makarska.

Risalendo la costa dalmata: alla scoperta di Salona, Traù e Spalato.

Risalendo la costa dalmata: la Riviera di Makarska

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La Riviera di Makarska è l’equivalente croato della Costa Azzurra francese o la Costa Brava in Spagna. Una ventina (da Brela a Nord Ovest fino a Gradac a Sud Est) sono i porticcioli disseminati lungo questo tratto di circa 60 chilometri di costa caratterizzato da uno scenario grandioso: la catena montuosa del Biokovo, ricoperta da fitte pinete, si tuffa in un mare limpido, regalando grandi spiagge di ciottoli. Proprio come per le sopracitate cugine francesi e spagnole, uno degli aspetti caratterizzanti di queste località sono le notti scatenate, i locali alla moda e le eleganti passeggiate lungomare: discoteche, caffè, yacht, feste… di una cosa potete stare certi: qui non sentirete la mancanza di una movida evoluta e raffinata e ciò nonostante non dovrete rinunciare ad un mare più che cristallino.

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La cittadina di Makarska non si limita a dare il nome alla Riviera, ma ne è ovviamente la regina indiscussa: situata a metà strada tra il porto più settentrionale e quello più meridionale, è la base di partenza ideale per spostarsi nelle varie località e offre di gran lunga il maggior numero di strutture ricettive, ristoranti, servizi ed attrazioni varie. Anche in altissima stagione, quando avrete la sensazione che qui si sia riversata l’intera popolazione dell’Europa orientale, troverete affittacamere disposti ad offrirvi soluzioni più che dignitose a prezzi ragionevoli. Con una scena che ci ricorda un po’ l’atmosfera delle isole dell’Egeo, vi basterà entrare in città (in queste lo avreste fatto dal mare con un traghetto, qui lo farete probabilmente in auto attraverso la Magistrala) per essere accolti da sorridenti personaggi del luogo con vivaci cartelli indicanti SOBE (appunto, camere in affitto).

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Obala kralja Tomislava

Il centro di Makarska si articola intorno ai giardini di Piazza Kacicev, il Lungomare Obala kralja Tomislava e la Šetalište Donja Luka (un secondo lungomare a Nord della penisola di Svetog Petar che nel primo tratto è circondato da mercatini e negozi e poi conduce fino alle spiagge della città) con un cuore antico di palazzine costruite con la tipica pietra bianca, i tetti rossi, i campanili delle chiese che svettano con le loro guglie ed una piacevolissima passeggiata lungomare ombreggiata da alte palme. Subito oltre la parte più antica trovano spazio una serie di architetture moderne non sempre felicissime: immensi hotel, strutture sportive e grossi supermercati, ma per fortuna il Biokovo che incombe subito dietro la costa ha fatto in modo di limitare almeno in parte i danni. Tutto sommato l’atmosfera ci è sembrata piacevole, animata ma alla fine non caotica. La piccola baia su cui sorge il porticciolo è chiusa alle due estremità da due penisole (quella già citata dello Svetog Petar e quella dell’Osejava) che sono comunque rimaste completamente naturali e ricoperte da pinete rigogliose che arrivano praticamente in acqua.

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Come arrivare

Makarska si trova lungo la Magistrala, l’arteria che collega Dubrovnik a Split. Venendo da Dubrovnik dovrete attraversare un piccolo tratto di Serbia per raggiungerla. Noi, venendo dalla penisola di Peljesac, abbiamo optato invece per il traghetto: da Trpanj abbiamo raggiunto Ploce (45 minuti d’auto a Sud di Makarska) in circa un’ora spendendo l’equivalente di 20 euro per 2 passeggeri ed un auto a seguito. La strada è bella e panoramica, ma anche molto trafficata. Armatevi di pazienza e tenete la fotocamera a portata di mano.

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Spiaggia di Makarska

Le spiagge

Lungo la riviera troverete alcune delle spiagge considerate le più belle della Croazia (e quindi dell’Adriatico). Molto popolari, oltre a quelle di Makarska, sono quelle di Brela e Baska Voda. Ovunque andiate, mettete in conto di dover condividere la spiaggia con un copiosissimo numero di altri bagnanti. In alcune località è addirittura un’impresa trovare un parcheggio per poter raggiungere il mare. Decisamente NON è la nostra situazione preferita, ma dobbiamo ammettere che l’ambiente è veramente bello ed il contrasto di colori (il blu intenso del mare che diventa profondo già a pochi passi da riva, il verde della vegetazione ed il bianco a volte accecante dei ciottoli) lascia senza parole.

WP_20130823_009Consapevoli che non avremmo trovato facilmente situazioni di tranquillità e lidi deserti, ci eravamo un po’ documentati e individuato delle spiagge che volevamo vedere: Vrulja Bay e la spiaggia di Nugal. Entrambe sono difficilmente accessibili da terra e pertanto ancora molto poco frequentate, senza strutture e con un aspetto completamente incontaminato. Purtroppo la prima non è più accessibile da terra a causa di una frana, ma la seconda si è dimostrata all’altezza delle aspettative e molto meno difficile da raggiungere di quanto temessimo: è bastato parcheggiare dietro un autolavaggio e lì abbiamo trovato un pratico sentiero che in 20 minuti ci ha portato alla baia. L’acqua diventa subito profonda ed è ricchissima di pesci e per trovare un po’ d’ombra basta fare tre passi indietro e si è in pineta.

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Spiaggia di Nugal

Dove dormire

Tutta la riviera è piena di alberghi, pensioni e sobe per tutte le tasche e i gusti. Noi abbiamo pernottato al Villa Makarana che si trova nel quartiere di Bidol, ma comunque a 10 minuti a piedi dal lungomare. Anche per questa località, mi sono divertito a selezionare una short list di opzioni di alloggio: le trovate tutte in questa Wishlist! Buona lettura e …buon viaggio!

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Venivamo dalla Penisola di Peljesac

Proseguiamo verso Split

Risalendo la costa dalmata: la Riviera di Makarska